Legge elettorale: “Truffarellum per fermarci”

“Per i 5stelle la legge elettorale in uscita dall’Ars è una truffa che finirà per rivelarsi un boomerang per i partiti”

«Hanno varato il ‘truffarellum’ per fermare il M5S a tutti i costi. Ma per loro sarà un boomerang. Assurdo, in Sicilia vince la minoranza»

«Cercano di fermarci ad ogni costo, ma non si rendono conto che tutto gli si ritorcerà contro. La gente non è stupida e in cabina elettorale reagirà a quella che percepisce come un’enorme ingiustizia: quello che stanno varando è il ‘truffarellum’». Così Giancarlo Cancelleri del M5S all’Ars commenta gli articoli della riforma elettorale finora approvati a sala d’Ercole che con il ‘trascinamento’ cerca di favorire l’accozzaglia di liste e la ‘santa alleanza’ fatte in chiave anti-movimento. «Viene sancita oggi in Sicilia – dice – la nascita del Partito della Nazione invocata da Renzi. Una bruttissima riforma fatta tenendo fuori la maggiore forza politica isolana venuta fuori dalla urne nel 2012».

La soglia del 40 per cento stabilita per l’elezione del sindaco al primo turno – afferma Francesco Cappello – è la morte della democrazia. Di fatto in Sicilia viene stravolto un principio matematico: vince la minoranza». Molto negativo il commento di Cappello anche sull’effetto trascinamento. Questo meccanismo – dice – equivale al sequestro della volontà dell’elettore, che si vede costretto a votare sindaco e consigliere dello stesso schieramento”.

“Dall’indomani del consenso ottenuto dal M5S alle elezioni comunali – dice la capogruppo Angela Foti – i partiti hanno gettato la maschera e scelto di imporre la loro legge elettorale, tentando tra mille spaccature interne di garantirsi dei vantaggi anche a costo di erodere pezzi di democrazia. Tutto questo non ci spaventa e si ritorcerà contro di loro”.

“In un clima da tutti contro tutti – dice Salvatore Siragusa – proprio quando la Sicilia è piena di problemi non si trova di meglio che mettere in piedi un papocchio che mette tutti d’accordo: fermare il M5S”.

«La soglia del 40 per cento per l’elezione del sindaco – afferma Stefano Zito – è un’altra delle mille imposizioni arrivate da Roma. Potremmo chiamare l’emendamento ‘Fassinellum’. Con questo vogliono evitare quello che è successo a Torino».

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